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L'esperienza
del Consorzio Roberto Tassano
Gli inizi della cooperativa non sono facili.
Partire con la gestione di una Casa di Riposo imponeva l'ottenimento
di capitali, che non c'erano, per questo Giacomo e Pierangelo
ipotecano la loro casa e ottengono prestiti delle banche.
Ben presto l'esposizione bancaria sale a 150 milioni.
Il debito spaventa tutti e si pensa di chiudere la cooperativa. Ma
esaminando i conti con un socio imprenditore ed un esperto di gestione
amico del Consorzio, ci si rende conto che la cooperativa è sana, il
problema è la sotto capitalizzazione, legata all'avviamento
dell'attività: il socio imprenditore si offre, se occorre, di
finanziare il capitale circolante che manca.
Non sarà però necessario, perché il giorno dopo una persona che ha
conosciuto la Cooperativa, colpita dall'impegno di tutti, vuole
anticipare i 150 milioni necessari all'avviamento della casa di
riposo, la prima, seria attività gestita totalmente da noi e nella
quale volevamo dare il meglio di noi. Perciò prepariamo
professionalmente il personale con corsi adeguati.
All'inizio, anche spinti dall'entusiasmo, ciascuno si trovava a fare
un po' di tutto. Il medico non si limitava alle visite mediche e alle
terapie, ma all'occorrenza scolava la pasta o apriva la porta, o
rispondeva al telefono. Questi piccoli fatti hanno cementato molto il
nostro gruppo iniziale. Col tempo, però, abbiamo migliorato e lo
dimostrano le 12 case di riposo che gestiamo oggi.
Era il 1991, quel regalo iniziale di Giacomo, Piero ed i primi soci
fondatori aveva scatenato la fiducia di tanti ed ora tornava con gli
interessi.
In quell'anno Chiara Lubich (fondatrice del Movimento dei Focolari),
lanciava un progetto di sviluppo economico chiamato "Economia di
Comunione": i soci della Tassano avvertono subito che quel progetto è
in piena sintonia con i loro obiettivi, perché estende la solidarietà
a livello mondiale: decidono quindi di aderire subito ad esso.
Tutte le Cooperative costituenti il Consorzio Tassano hanno aderito
alle "Linee per condurre un'impresa di Economia di Comunione" che
erano state tracciate nel 1997 dal Bureau Internazionale di Economia e
lavoro, ed all'atto di costituzione del Consorzio, tali linee sono
state inserite nello statuto quale elemento qualificante dei suoi
obiettivi.
Alle cooperative che vogliono aderire al nostro consorzio non
chiediamo il credo politico o religioso o la motivazione economica che
le ha fatte nascere o le muove, chiediamo solamente che nella loro
autonomia aderiscano a tali linee.
Un gruppo di ragazze, nel 1996, chiede al Consorzio Tassano un aiuto
per realizzare una loro idea imprenditoriale, come educatrici. Il
Consorzio offre loro la disponibilità di consulenza, introduzione sul
territorio, di un ufficio, di una linea telefonica e di quant'altro
serve per avviare una attività in assenza di capitali. Loro iniziano a
lavorare duramente senza stipendio. Oggi quelle ragazze hanno dato
vita ad una realtà cooperativa con oltre 160 soci, ben avviata, sana e
completamente autonoma dal punto di vista imprenditoriale. Una di loro
ha detto: "Molte di noi non condividono il credo religioso cristiano,
ma all'interno del nostro gruppo abbiamo sempre cercato di mantenere
ed aumentare ciò che abbiamo imparato dal rapporto con il Consorzio
Tassano. La condivisione dei princìpi di solidarietà e di gratuità che
ci sono stati trasmessi cerchiamo di metterli in pratica a nostra
volta."
Da questo avvenimento nasce la seconda formula segreta del gruppo
Tassano e cioè la sua vocazione a funzionare da "incubatore di
aziende".
Ci siamo confrontati con economisti di varie università, e tutti hanno
riconosciuto che un elemento in più ci deve essere che giustifichi una
crescita di quasi il 70% ogni anno. Qualcuno la chiama "provvidenza",
altri con altri nomi, quello che è certo è che è frutto della forte
intesa che esiste tra i componenti del gruppo dirigente.
E' grazie a questa unità, dichiarata e rinnovata ogni giorno, che si
superano le inevitabili difficoltà che si incontrano, che si allentano
le tensioni, si inventano soluzioni, si prendono in esame e si portano
a termine le strategie più opportune e vantaggiose.
Per noi questa intesa è irrinunciabile, e anche se il personale che
lavora nel Consorzio è vario (di ogni credo politico o religioso),
nella scelta dei dirigenti cerchiamo sempre di individuare persone
capaci di dialogare, di creare rapporti con tutti, di comunicare i
principi della "cultura del dare", quella forza che ha mosso i soci
fondatori fin dall'inizio.
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